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Nikola Tesla, l'inventore che contende a Marconi la scoperta della radio

Parla l'astrofisico Teodorani, "era un autarchico, non sottoponeva mai il suo lavoro ai controlli dei colleghi"

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ggi la città di New York festeggia il Nikola Tesla Day, una ricorrenza minore ma pur sempre un tributo non da poco conto per uno dei più grandi inventori a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.  Nikola Tesla (10 luglio 1856 - 8 gennaio 1943), “un genio molto particolare perché non utilizzava quasi mai formule matematiche, passava direttamente alle applicazioni pratiche che dimostravano la correttezza del principio fisico”, dice Massimo Teodorani, astrofisico di Cesena che ha scritto un libro sul grande inventore “Tesla lampo di genio” (Macroedizioni). In effetti Tesla era una persona diversa dalle altre, brillante, timido, maniaco dell’igiene, senza pulsioni sessuali.

Che figura era?
“Era una persona con diverse fisse”, risponde Teodorani. “Non era una cattiva persona, tutt’altro. Altrimenti non sarebbe morto povero perché avrebbe concluso cospicui affari sulle sue numerose invenzioni, che stanno alla base di molte applicazioni come il Radar e i raggi X, per dirne due. Però era un autarchico. Non sottoponeva mai il suo lavoro ai controlli dei suoi colleghi. Era un pesce fuor d’acqua all’interno di un sistema di accademie e società sottoposte al sistema politico e militare”.

A Tesla viene attribuita una lunga lista di invenzioni e brevetti. Era uno scienziato particolare, come operava?
“Lavorava quasi esclusivamente sugli strumenti, sulla fase applicativa”.

E come faceva?
“Questo è il grande mistero. Era un intuitivo, aveva come delle visioni, il progetto prendeva forma nella sua mente. Poi i principi fisici erano confermati nella teoria”.

Per sviluppare le sue teorie sull’energia elettrica, verso la fine dell'Ottocento, Tesla dovette emigrare negli Stati Uniti, il Paese con le maggiori opportunità nel campo del progresso scientifico. Tesla lavorò dapprima alle maestranze di Thomas Edison.
“Sì, ma Tesla aveva elaborato dei miglioramenti drastici all’efficienza di trasmissione dell’energia elettrica a grandi distanze senza perdite rispetto al sistema di corrente continua sviluppato da Edison. Eppure Edison per mero orgoglio non accettò mai di riconoscere le innovazioni del suo allievo. Il contrasto fra i due si acuì dopo la separazione. Tesla piantò Edison. Alla base c’era anche il denaro: Edison aveva promesso grandi guadagni a Tesla ma in realtà non lo pagò quanto pattuito".

Perché Edison cercò successivamente in tutti i modi di screditare Tesla?
"Per orgoglio. Quando Tesla lo piantò per fare esperimenti con la corrente alternata, Edison arrivò addirittura a “sacrificare” un elefante per dimostrare la pericolosità del sistema elaborato dal suo antagonista.  Edison si considerava il padre dell’energia elettrica ed effettivamente lo era, ma non poteva rassegnarsi all’idea che qualcuno migliorasse il suo progetto. Fece passare l’invenzione della sedia elettrica come l’applicazione diretta delle teorie di Tesla nonostante l’energia prodotta dagli studi di quest’ultimo fosse più sicura della corrente continua. C’era molta cattiveria da parte di Edison non ricambiata da Tesla. I finanziatori intanto avevano capito che i progetti di Tesla avrebbero migliorato il sistema e garantito un sistema più efficiente".

Passiamo ad altro. La maggior parte delle persone è convinta che l’inventore della radio sia Guglielmo Marconi, eppure c’è una sentenza di una corte americana del 1943 che dà la paternità a Tesla. Marconi visitò i laboratori di Tesla, è possibile che abbia tratto spunto o addirittura rubato l’idea? Nel 1909 Tesla accolse dispiaciuto la notizia dell’assegnazione del Nobel a Marconi e sembra che tre anni più tardi rifiutò il premio deluso. Qual è la verità?
"Non c’è una verità. La mia opinione è che entrambi fossero arrivati a conclusioni simili. È certamente vero che Marconi visitò i laboratori di Tesla, ma non penso che abbia rubato l’idea. La corte americana ha soltanto dimostrato che Tesla sviluppò per primo il progetto, che comunque era un sistema meno sofisticato di quello di Marconi. Si può affermare che in ordine cronologico il principio della radio sia da attribuire a Tesla. E per questo, lo scienziato serbo-croato si sentiva defraudato. In realtà, Tesla esagerava perché molto spesso, nel campo scientifico, capita che più ricercatori raggiungano indipendentemente gli stessi risultati".

Tra i due balla anche un’altra invenzione, il raggio della morte.
"Qui non ci sono molti dubbi. I due svilupparono due progetti completamente diversi, anche se mai realmente entrati nella fase applicativa al loro tempo.  Marconi progettò un sistema a fascio di onde radio a elevata frequenza. Un sistema il cui scopo era quello di bloccare i circuiti elettronici nell’arco di uno spazio determinato. In pratica, tutti i motori intorno a questo fascio si bloccano".

Questo progetto ha avuto un seguito, dei risvolti pratici?

"L’applicazione delle teorie di Marconi esiste già nel progetto di scudo spaziale già operativo nello spazio. Alcuni satelliti militari hanno un dispositivo a microonde con il quale possono mettere fuori uso altri satelliti o missili balistici fuoriusciti dall’atmosfera. Di sicuro Marconi lavorò su queste teorie, ma gli esperimenti in epoca fascista restano una leggenda metropolitana di cui non vi sono tracce, tecnicamente parlando".

Tesla era scettico sulla guerra, diceva che non era possibile eliminarla senza dotare gli Stati degli strumenti adeguati per prevenirla. In pratica aveva elaborato la teoria della deterrenza nucleare. Da questo pensiero nacque quindi l’idea di un raggio della pace, chiamato così perché l’avrebbe garantita visto che nessuno avrebbe potuto attaccare l’altro senza il rischio di subire pesantissimi danni.
"Il progetto di Tesla non fu mai realizzato. Funzionava in base allo stesso principio con il quale vengono accelerate le particelle elementari all’interno dei laboratori nucleari. Tesla basò il suo progetto su particelle di dimensione atomica. In pratica attraverso la loro accelerazione si può sprigionare un fascio concentrato che incendia oggetti a distanza. Un sistema a fascio di energia diretta di una distruttività devastante. Da quello che so è un’altra alternativa allo scudo spaziale".

Molti estimatori di Tesla parlando di un sistema di vibrazioni elettriche per ricavare energia a costo zero. Nel 1899 si trasferì a Colorado Springs per condurre delle ricerche sulle tensioni e le alte frequenze. Secondo i complottisti, il rifiuto dei finanziatori di Tesla a supportare questo progetto fu uno dei motivi che lo condussero all’instabilità mentale nei suoi ultimi anni di vita.
"Effettivamente Tesla mise in pratica un sistema basato sulla sua bobina per la corrente alternata. Asseriva di essere riuscito a pompare energia verso il centro della Terra per poi riassorbire l’onda di rimbalzo e trasmetterla attraverso l’aria. Utilizzava l’energia elettromagnetica. I suoi studi furono condotti perlopiù a Colorado Springs, dove lo stesso condusse innumerevoli esperimenti, alcuni anche parecchio innovativi. Qualcosa di vero c’è, ma sul tema della cosiddetta “energia libera” sono state fatte anche molte illazioni gratuite. In ogni caso Tesla riteneva che ci fosse anche un’altra forma di energia (le cosiddette “onde scalari”) oltre a quella elettromagnetica".

Per finire, si dice che Tesla fosse un sostenitore dell’eugenetica.
"Non l’eugenetica di Hitler. È spesso frainteso da chi vuole utilizzare la sua figura per i propri scopi. Tesla riteneva importantissimo curare il potenziale umano".

Ma all’inizio della seconda guerra mondiale con chi si schierò?

"Non esistono prove di una sua presa di posizione. Certamente cercò di vendere le proprie invenzioni al governo americano perciò, in un certo senso, si può dire che appoggiasse gli Alleati".

10/07/2010

 
 
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