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  Ivan Mihaljevic - Sandcastle  Popular Letto: 84 volte
Data: 2/2/2009

Anno: 2008
Label: Attic Room
Genere: Instrumental Heavy Metal

di Fabio Loffredo


IVAN MIHALJEVIC
Sandcastle


Ivan Mihaljevic: Guitars, Vocals, Keyboards, Programming, Percussion
Majkl Jagunic: Bass
Craig Devine: Drums




Sul web:
Ivan Mihaljevic Official Website
Ivan Mihaljevic @MySpace






Anno: 2008
Label: Attic Room
Genere: Instrumental Heavy Metal

Tracklist:
01. Sandcastle
02. Cascading Mirrors
03. Distant World
04. Bulldozer
05. Questions In My Mind (Part. I)
06. Hi-Tech Orient
07. Questions In My Mind (Part. II)
08. Spring
09. Empathy
10. Macedonian War Song
11. Friend
12. Shimmering Karma
13. The Road To Nowhere
14. Raindrops



No, assolutamente no, Ivan Mihaljevic non è un calciatore, ma una nuova stella del panorama chitarristico mondiale, quindi guitar maniacs, segnatevi questo nome, sicuramente vi conquisterà, perché questo giovane chitarrista non è solo uno dei soliti virtuosi, ma un artista completo e di grande talento. Arriva dalla Croazia, è sicuramente sconosciuto, ma già questo suo primo lavoro lo porterà sicuramente in alto ed il tutto è più che meritato. Ha già aperto i concerti di Paul Gilbert e di Richie Kotzen, ha collaborato anche con Billy Sheehaan e sicuramente anche qui da noi il suo nome e la sua musica, riuscirà a conquistare i cuori di chi ama il mondo delle sei corde e non.

Sandcastle” è il suo primo lavoro e se questo è l’inizio, sicuramente Ivan riuscirà ad imporsi anche da noi. La title track e “Cascading Mirrors”, sono due brani completamente strumentali, eseguiti ottimamente, il suo stile può avvicinarsi a quello di Satriani, ma la personalità di Ivan riesce a farlo viaggiare oltre e la sua personalità esce fuori allo scoperto, anche se giovanissimo, ha una padronanza dello strumento invidiabile, una pulizia del suono che in pochi, delle nuove leve hanno ed un tocco all’altezza dei grandi nomi. Si cambia sound con “Distant World”, brano lento e che mette in evidenza anche l’ottima voce di Ivan ed un refrain accattivante e ben memorizzabile. Si ritorna su sonorità più dure con “Bulldozer”, altro brano dove il chitarrista mette in mostra la sua abilità, con virtuosismi, dove la tecnica ben si amalgama con il feeling e mai l’uno prevale sull’altro. Un omaggio alla musica classica, che fa parte del background di Mihaljevic, ma anche al nostro Paese ed a Vivaldi, da cui viene eseguita “Spring” dalle Quattro Stagioni. La sua tecnica chitarristica prevale ancora in brani come “Macedonia War Song”, mentre la parte più lineare e semplice esce fuori su “Friend”, un brano semplice, semi acustico e dove anche i testi hanno la loro importanza ed il tema dell’amicizia acquista più importanza di ogni altra cosa. C’è ancora spazio per “Shimmering Karma”, altro brano dove è la chitarra ed i suoi solos ad emergere ed ancora “The Road To Nowhere” e “Raindrops”, il primo cantato e dal sound molto americano e l’ultimo letteralmente splendido, introdotto da arpeggi acustici e mette in mostra il lato più romantico del chitarrista. Segnatevi questo nome, merita sicuramente tutta la vostra attenzione.


Fabio Loffredo



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