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  Hypnoise - St. Valentine's Porno Bar  Popular Letto: 362 volte
Data: 6/10/2006

Anno: 2006
Label: Veneto West/DGM
Genere: Rock

di Paolo Carnelli


HYPNOISE
St. Valentine's Porno Bar


P. Mike III: Guitars - Vocals - Rhodes
Frez: Drums - Percussions - Vocals
Sanze: Bass - Vocals



Sul web:
Official site
-----------------------------



Anno: 2006
Label: Veneto West/DGM
Genere: Rock

Tracklist:
01. Prologue
02. St. Valentine's Porno Bar
03. Black Napkin on Tomato Soup Intro
04. Black Napkin on Tomato Soup
05. Sexual Entertainer
06. Love in the Bathroom
07. Lee Super Dark
08. Upon a Golden Hill
09. God's Garden
10. Like a Free Bird
11. Flying Thoughts in a Jungle of Floating Galaxies
12. My Own World
13. Freedom
14. The End of Reason
15. The Ocean


Inizia come un album dei GY!BE, registrazioni radio e frammenti sonori a comporre un patchwork ipnotico, questo St.Valentine’s Porno Bar dei veneti Hypnoise. Ma è solo una chiave di ingresso: l’universo che ci attende oltre la porta del locale immaginario che da il titolo all’album è tutt’altro che intangibile. Si respira fumo e sudore, e il barista ha un aspetto poco raccomandabile, eppure il posto è pieno come un uovo.

Ideale colonna sonora di questa discesa negli inferi, la musica degli Hypnoise è un tuffo nel rock psichedelico degli anni ’60: Doors, Led Zeppelin, Jimi Hendrix, soul, blues, acid rock. P.Mike III (chitarre e voce), Frez (batteria) e Sanze (basso) ricreano quelle atmosfere partendo dalle fondamenta del power trio, e organizzando le (poche) note come incastri di un puzzle a orologeria: difficile trovarne una fuori posto. Karate, Cancer Conspiracy, Black Heart Procession, hanno provato a fare una cosa simile ma con minore coerenza e lucidità.
St.Valentine’s Porno Bar è un bicchiere di rum da bere tutto d’un fiato. È un viaggio nell’alternative rock dal respiro internazionale.

Sicuramente una parte del merito della riuscita di questo prodotto va al produttore americano Ronan Chris Murphy – nel suo curriculum esperienze con Fripp e King Crimson, qui ospite alla chitarra in un brano – ma anche dal punto di vista sonoro i ragazzi dimostrano di avere le idee chiare: l'album è stato registrato esclusivamente con apparecchiature analogiche come un vecchio microfono Neumann U47 a valvole, registratori valvolari, echi a nastro, riverberi a molle valvolari, radio italiane del 1935.
Anche la location scelta per le riprese sonore è singolare: St. Valentine’s Porno Bar è stato registrato in una villa del 1600, in una chiesa del XIII secolo e tra i canali e le calli di Venezia.

Il risultato è un sound sospeso nel tempo, in cui la musica è accompagnata e introdotta da interventi di sonorizzazione decisamente inusuali: cori gospel, frammenti radiofonici, spezzoni di dialoghi. Appunti di viaggio stranianti e visionari, per quella che già sulla splendida copertina è definita una “novella sonora”.
L’approdo finale, con lo swingare lento di The Ocean, regala l’ultimo sussulto all’ascoltatore/viaggiatore: una clamorosa apertura, progressiva, sinfonica, un baratro che si spalanca e ci abbaglia con la sua luce dopo un percorso umido e crepuscolare.
Bravi Hypnoise. Fragole e sangue.


di Paolo Carnelli
www.wonderoustories.it









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