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Artists & Bands : 2007 : 


2007
  ZU & Nobukazu Takemura - Identification With The Enemy  Popular Letto: 1188 volte
Data: 22/3/2007

Anno: 2007
Label: Atavistic
Genere: Experimental

di Paolo Marchegiani



ZU & NOBUKAZU TAKEMURA
Identification With The Enemy: "A Key To The Underworld"


Massimo Pupillo: Electric Bass
Jacopo Battaglia: Drums, Electronics
Luca T.Mai: Baritone Saxophone
Nobukazu Takemura: Electronics




On The Web:
ZU Official Site
@MySpace
Atavistic Official Site
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Anno: 2007
Label: Atavistic
Genere: Experimental

Track Listing:
01. Alone With The Alone
02. The Culprit
03. Standing On This Zero Spot
04. New Buddhas In Stock
05. Usual Conversations With Yama
06. Awake In The Next Room
07. Everyone Gets His Own Nemesis
08. Deliver Me From The Book Of Self


Parlare di Nobukazu Takemura vuol dire riferirsi ad uno degli artisti più all'avanguardia nel mondo della musica elettronica, le sue sonorità trascendono i generi per assorbire disinvoltamente le interpretazioni di Brian Eno, John Cage ed Afrika Bambaata ma anche la lectio di Robert Wyatt e John Coltrane.
Takemura e Zu si segnalano per il loro itinerario persuasivo, libero da legacci, costruito attorno a ritmi complessi ma estremamente avvincenti, così notevolmente eterogenei e caleidoscopici da spostarli da direttrici prestabilite.
I generi attraversati e delineati muovono dal free jazz più deciso alla dancefloor più avanzata, dal post rock alla musica ambient più destrutturata. Il viaggio al quale da sempre gli Zu ci hanno abituati in un universo senza confini troppo precisi.
Questa nuova esperienza per i tre musicisti romani germina un intreccio del loro cupo freecore, caro ai Melvins e Mike Patton, con l'effettistica elettronica di Nobukazu Takemura, spericolato studioso delle virtualità del laptop, ma anche musicista trasversale che nel corso degli ultimi anni è pervenuto ad un'indagine più serrata e minimale dell'elettronica medesima anche attraverso l'ispezione della sua rumorosità.
In Identification With The Enemy sia Takemura che gli Zu si danno, per l'essenziale, un obiettivo: addentrarsi nelle pieghe del suono, sfiorarne gli angoli più nascosti, biechi e spaventosi per certi versi, senza cercare a tutti i costi di rinvenire norme indiscutibili che regolino i rapporti orizzontali e verticali fra linee melodiche sovrapposte.
Il risultato è magico, una lotta sonora titanica tra la catena montuosa del suono che risponde al nome degli Zu e l'equilibrata e minuta elettronica di Takemura.
In effetti dopo le loro innumerevoli collaborazioni con artisti di grande valore, si può dire mancasse all'appello il confronto degli Zu con l'elettronica ed il suo suono privo di materialità, in attesa di vederli presto (chissà) accanto alla amata Diamanda Galás.
Per l'occasione i tre artisti decidono di non modificare eccessivamente la loro tradizione musicale, proponendo ancora la formula del suono massiccio, greve come detto sopra, ma anche disarticolato. Torna allora il doom sperimentato anche a tratti nello Split della Wallace con Xabier Iriondo come si evince in brani quali Standing On This Zero Spot o la smaterializzazione sonora che va e viene e si innesta efficacemente nella tradizione dei nostri: Unusual Conversation With Yama.
Oppure la scelta ricade sulla deliberata follia in Awake In The Next Room in un ideale continuum teso a riprendere un discorso avviato con sferzante violenza nell'esordio di Alone With The Alone.
Il quartetto tesse una vera e propria rete di organismi elettronici che occasionalmente in una scalata infaticabile maturano le sembianze di una primigenia, ferina violenza. Everyone Gets His Own Nemesis rappresenta a tal proposito una delle più animate digressioni: esalta questa selvatichezza sonora in un assalto di taglienti ritmiche thrash, dilanianti riff metallici del basso di Massimo Pupillo e distonici fraseggi del sax di Luca Tommasi Mai i cui lamenti sono mixati abilmente con velati ritorni dei loop e pulsazioni sonore ondose.
Le linee di confine tra il jazz, il rock e l'elettronica di Takemura sono esaltanti in Deliver Me From The Book Of Self, grazie anche alla valorizzazione delle articolazioni del suono che Jacopo Battaglia contribuisce ad approfondire lasciando di tanto in tanto le pelli per cimentarsi ai live electronics.
Identification With The Enemy è un altro riuscito capitolo della saga degli Zu e delle loro geniali scelte nei partners musicali, una nuova tappa verso lo scandagliamento della dissoluzione del suono e dei suoi confini troppo stringenti.



Canzoni consigliate: Tutte



di Paolo Marchegiani


Legenda dei giudizi [se presenti]
0 su 7 [Senza Voto]
Non giudicato
1 su 7 [Mediocre] - da 0 a 49/100
Lasciatelo dov'è che è meglio
2 su 7 [Insufficiente] - da 50 a 59/100
Se proprio ci tenete .. ma attenzione è un grosso rischio
3 su 7 [Sufficiente] - da 60 a 69/100
Per i fans è comunque d'obbligo ... per gli altri ... si può anche correre il rischio
4 su 7 [Discreto] - da 70 a 79/100
Di sicuro non si resta delusi, nessun rischio
5 su 7 [Buono] - da 80 a 89/100
Darà soddisfazioni
6 su 7 [Ottimo] - da 90 a 99/100
Da avere, il rischio è perderlo
7 su 7 [Eccellenza] - 100
Capolavoro






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